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Cambiare lavoro o no?


Tra i piu grandi dilemmi che affliggono l’animo dell’uomo c’è sicuramente quello di cambiare lavoro.


Affrontare un grande cambiamento nella nostra vita professionale può risultare essere sicuramente molto stressante.


Dubbi, paure, insicurezza e allo stesso tempo un senso di eccitazione e beatitudine al solo pensiero di quello che di meglio potresti trovare.

Pronti? Iniziamo!


Che valore ha il lavoro per te?

Il lavoro è sicuramente diverso da come lo interpreti tu, da come lo interpreto io, da come lo interpretano i nostri amici.


Il lavoro può essere il momento in cui ti ritrovi completamente, è la tua identità, la tua esistenza, magari vuoi essere il nuovo Bill Gates.


Oppure vuoi interpretare il lavoro come quell’ attività che ti permette di guadagnare dei soldi per fare qualcos’altro che ti piace, non ti frega niente del tempo speso sul lavoro perché per te è importante stare con gli amici, divertirsi o robe simili.


Ognuno ha la sua idea del lavoro la cosa importante è capire tu in quale categoria rientri.


Qual è il prezzo che sei disposto a pagare?

In primis c'è il prezzo del giudizio, quel famoso “te lo avevo detto” che riecheggia ogni volta che una delle nostre scelte ci da risvolti negativi, e che le persone godono nel pronunciare.


In secundis è da valutare il prezzo economico che si è disposti a pagare; magari fai un lavoro dove vieni pagato bene ma non ci sei dentro, trovi un lavoro che ti piace veramente ma vieni pagato meno.

Potresti passare dall’avere il villone ad avere un monolocale, oppure da avere la Ferrari ad avere una 127.


Ed infine, occorre valutare il prezzo dell’attesa, dal passaggio da un lavoro ad un altro c’è un periodo di limbo in cui non si sta proprio benissimo, perché non sai bene chi sei cosa farai e mille domande ti affiorano nella testa.


Quali sono i miei “capisaldi” indiscutibili?

Definisci esattamente su cosa non scenderai mai a compromessi e fai una lista esatta di questi punti.

Questo ti aiuterà enormemente nella fase di valutazione di una nuova opportunità, non appena capiterà!


Il rischio di saltare sul “primo treno che passa” per paura che il prossimo tardi ad arrivare, potrebbe portarti molto lontano da dove vorresti.


Se troppi dei tuoi “capisaldi” non vengono soddisfatti dalla prossima opportunità che incontri, non la seguire. Ma avere la lista ben pronta e scritta ti permetterà di non fare errori o sviste pericolose.


Naturalmente i tuoi “capisaldi” non sono scritti sulla pietra e possono cambiare, se tu decidi di cambiarli. Ma assicurati di metterli in discussione quando il tuo sedere è ben al caldo in un lavoro soddisfacente. Non esiste peggior nemico dell’insoddisfazione per prendere – o mettere in discussione – scelte e decisioni passate!


Perché voglio cambiare ?

Pensa a tutti i possibili scenari negativi e quindi impegnati a pensare a tutti quelli positivi. A questo punto fai un trade-off su quello che potresti perdere e quello che potresti guadagnare.


Una riflessione da fare è sicuramente la seguente: odio il lavoro che faccio oppure odio come lo sto facendo, odio il contesto, odio i miei capi ecc.


Una delle poche certezze che posso darti è che in qualunque cambiamento, che riguarda la tua vita lavorativa e non, resterà sempre un margine di incertezza.


A prescindere da tutto, penso che chiave di volta, che ti fa capire se è il momento di cambiare oppure no, sia quando non ne puoi fare a meno.

Diventa una necessità non più una scelta: superato a pié pari il confine della decisione, diventa una necessità e un pò come ”dover andare in bagno".


Non ci sto più dentro. Non so cosa farò, non so cosa succederà, non so come farò a cavarmela ma io questa attività non sono più disposto a farla.


Sperò che queste riflessioni possano tornarvi utili che voi decidiate di restare o di cambiare lavoro, ma ricordate sempre:


“Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.”



Giovanni,

Staff UIS

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