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Cosa vuoi fare da grande?

Cosa vuoi fare da grande?” è la domanda che c’è sempre durante un colloquio di lavoro, la cui risposta spesso è scontata e standardizzata, orientata al lavoro per cui ci si sta candidando, con la speranza di ottenere quel posto di lavoro. O almeno io, all’inizio, ho sempre fatto così!


Converrebbe però che, effettivamente, questa domanda la poniamo noi a noi stessi e rispondiamo con la massima onestà. Non esiste una risposta universalmente valida, ma, bisogna porsi due domande fondamentali.


Qual è il tuo obiettivo di vita, valido sempre e comunque?

La risposta a questa domanda, vuol dire fare una lista di priorità decidendo a che punto il lavoro.


Se voglio un lavoro, la cui unica funzione è fungere da sostentamento alla mia persona, alla mia vita ricca di hobby, allora vuol dire che devo cercare una soluzione che mi garantisca tempi definiti, in cui non viaggio, in cui lo stipendio è strettamente proporzionato ai miei bisogni, che sia semplicemente stabile e sicuro.


Se, invece, la priorità è fare carriera, realizzarsi nel lavoro, allora, potendo scegliere, si opterà sicuramente per una tipologia lavorativa che garantisce tale possibilità, quindi si sceglie di lavorare in una realtà stabile economicamente e dal punto di vista finanziario.


Che tipologia lavorativa vuoi?

Molto importante è definire la tipologia contrattuale, a cui sarà strettamente legata la tipologia di vita che vuoi condurre.


Ad esempio, immagina di essere un 30enne, che ha come programma nel breve termine di sposarsi, di acquistare casa, di accendere un mutuo: sicuramente c’è bisogno di una maggiore sicurezza economica che la può dare un tempo indeterminato.


Pensa invece che prediligi un lavoro con tempi flessibili: non hai paura di lavorare la domenica, ma puoi avere esigenze tempistiche particolari. Hai un cospicuo pacchetto di potenziali clienti, hai maturato consistenti conoscenze lavorative. Forse, a punto questo, l’attività da libero professionista è quella preferibile.



Bisogna, però, sempre ricordarsi che nella vita le esigenze possono cambiare, quindi anche quelle lavorative: Luciano De Crescenzo è passato, ultra 50enne, da lavorare come ingegnere elettronico ad attore/regista/scrittore.


Tieni bene a mente che le uniche cose che nessuno potrà mai togliertele, sono le conoscenze: dunque, il mio consiglio è creati un forte bagaglio culturale, poi vedrai cosa ti serve.


Cecilia,

Staff UIS


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