
EVENTO
Geppino,
IL SAPERE CHE INCANTA
Frammenti dall'universo di Giuseppe Lauriello
Data
08 Maggio 2026
Inizio
Ore 18:30
Luogo
Liceo Classico T. Tasso, Salerno
Venerdì 8 maggio 2026, ore 18:30
Liceo Classico "Torquato Tasso"
Salerno
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PRESENTAZIONE DELL’INIZIATIVA
UNI IN STRADA APS è lieta di promuovere un evento che intende rendere omaggio a una personalità di straordinario valore umano, professionale e culturale, che ha rappresentato per Salerno e per il suo territorio un esempio altissimo di medico, studioso e divulgatore.
Primario emerito di pneumologia, storico della medicina, profondo conoscitore della Scuola Medica Salernitana, Giuseppe Lauriello ha saputo unire alla competenza scientifica una rara finezza umanistica, distinguendosi per la capacità di rendere vivi, accessibili e affascinanti temi complessi, con uno stile colto, limpido e coinvolgente che ne ha fatto, per molti, un autentico maestro.
L’iniziativa nasce dal desiderio di ricordarne non solo il profilo professionale e scientifico, ma anche la peculiare vocazione alla divulgazione, alla narrazione del sapere e alla trasmissione appassionata della memoria culturale del nostro territorio.
UN PERCORSO NELL’UNIVERSO CULTURALE DI GEPPINO
L’incontro propone un itinerario composto da interventi diversi per taglio e sensibilità, ma uniti da un filo comune: restituire, attraverso temi cari a Giuseppe Lauriello, alcuni frammenti del suo universo intellettuale e umano.
Storia della medicina, civiltà antica, memoria culturale, tradizioni popolari e identità del territorio si intrecciano così in un programma che intende ricordare Geppino non soltanto nella sua statura di studioso, ma anche nella sua capacità di suscitare curiosità, riflessione e partecipazione.
SAluti Istituzionali
Giovanni D'Angelo, Presidente dell'Ordine dei Medici e Odontoiatri di Salerno
Ida Lenza, Dirigente Istituto T. Tasso
Gennaro Cuccurullo, Presidente UNI IN STRADA
Qualche riflessione sugli studi di Giuseppe Lauriello dedicati alla "Scuola Medica Salernitana
ALFONSO TORTORA, DIPSUM-UNISA
Per buona parte del Novecento italiano i saperi istituzionalizzati appaiono dominati da una forte gerarchia delle discipline. In quest'ordine gerarchico figura il primato della filosofia, della storia politico-istituzionale e della Filologia, generando nella cultura italiana una netta separazione tra saperi umanistici e saperi speculativi, da un lato, tra saperi tecnici e professionali (medicina compresa) dall'altro.
La storia della medicina, collocata a metà strada tra l'attività umanistica e l'attività scientifica, non ha trovato, fino ad oggi, una legittimazione professionale chiara. Pertanto, la medicina è stata vista - ed ancora viene guardata - come attività pratica, non come ambito privilegiato di elaborazione culturale, ma essenzialmente professionale.
Possiamo dunque parlare di marginalità della Storia della medicina nelle Accademie scientifiche italiane. Essa resta a lungo affidata a medici-eruditi, spesso non storici di formazione, collocata in insegnamenti accessori o opzionali. Su questo sfondo storico-culturale si pone l'opera di Giuseppe Lauriello, medico di professione, storico della medicina per passione.
Il vino, la vite e la festa al tempo di Augusto
SALVATORE CIRO NAPPO, ARCHEOLOGO
Il vino, nel mondo romano, rappresenta un elemento centrale nella liturgia religiosa, nelle ricorrenze festive e nella vita quotidiana. Anche le attività legate alla sua produzione e commercializzazione rivestono un ruolo di primo piano nell’economia antica: le ville rustiche che curano i vigneti, la vinificazione e la conservazione del prezioso liquido, la produzione dei contenitori destinati alla stagionatura e al trasporto, le navi attrezzate per il carico delle anfore, la mercatura.
La cultura del vino occupa dunque uno spazio essenziale nella quotidianità sociale e domestica del mondo romano, trovando ampia espressione anche nelle arti e nella letteratura.
IL SAPERE CHE NON SAPPIAMO DI AVERE
PINO APRILE, GIORNALISTA E SCRITTORE
Esiste un sapere che non abbiamo studiato sui libri, eppure ci appartiene profondamente. È un insieme di conoscenze, comportamenti, gusti, sensibilità, idee di bellezza e di giustizia che riceviamo quasi senza accorgercene: in parte dal patrimonio che ci portiamo dentro, in parte dall’ambiente in cui cresciamo, dalle voci che ascoltiamo, dagli esempi che osserviamo, dai luoghi che abitiamo.
Questo sapere ci forma molto prima che impariamo a definirlo. Ci accompagna nei gesti più semplici, nelle preferenze che crediamo personali, nei giudizi che pensiamo autonomi, nelle emozioni che proviamo davanti alle cose del mondo. Crediamo di scegliere liberamente tutto, ma spesso scegliamo attraverso ciò che siamo già diventati, attraverso ciò che ci è stato consegnato da chi è venuto prima di noi.
È un’eredità silenziosa, spesso invisibile, che si trasmette di generazione in generazione. La custodiamo senza saperlo, la pratichiamo senza nominarla, la trasmettiamo senza rendercene conto. Eppure è proprio lì, in questo sapere nascosto, che si annida una parte fondamentale della nostra identità: il modo in cui guardiamo la vita, riconosciamo il bene, sentiamo la bellezza, distinguiamo il giusto dall’ingiusto.
Forse il compito più importante non è solo accumulare nuove conoscenze, ma imparare a riconoscere questo sapere sommerso che già ci abita. Perché solo quando lo portiamo alla luce comprendiamo davvero chi siamo, da dove veniamo e quale patrimonio umano e culturale abbiamo il dovere di non disperdere.
Il Cilento di Geppino: suoni, racconti e memorie
ANGELO LOIA, CANTORE DEL CILENTO
Attraverso la musica e il racconto di Angelo Loia, il pubblico sarà accompagnato in un itinerario fatto di memoria, identità e tradizione. Le canzoni di Aniello De Vita e Geppino Lauriello, autori profondamente legati all’anima del Cilento, diventano una sintesi musicale della storia, dei sentimenti e della cultura di questa terra.
In esse rivivono i paesaggi, i volti, la lingua, i valori e il mondo umano del Cilento: una terra che fu anche la terra di Geppino, e che nelle sue parole e nelle sue melodie continua a riconoscersi. Non solo musica, dunque, ma racconto collettivo, memoria viva ed espressione autentica di un patrimonio popolare che conserva il senso profondo delle radici.
INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO
’evento si terrà giovedì 8 maggio, con inizio puntuale alle ore 18:30, presso il Liceo Classico Torquato Tasso di Salerno. La sede è facilmente raggiungibile seguendo la mappa riportata in calce alla pagina.
Per informazioni è possibile contattare la segreteria UIS ai riferimenti indicati in fondo alla pagina.
UNI IN STRADA APS si riserva il diritto di annullare l’evento per cause di forza maggiore. In tal caso, ne sarà data comunicazione all’indirizzo email indicato in fase di acquisto del ticket, oltre che su questo sito e sui canali social dell’associazione.