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Primo colloquio di lavoro: 6 consigli su come affrontarlo al meglio




Finalmente quel giorno è arrivato: dopo centinaia di offerte di lavoro vegliate, e quasi altrettanti curriculum inviati, la tua azienda preferita ti ha fissato un colloquio per la posizione lavorativa da te ambita.


E ora? Che dire? Che non dire? Come comportarsi? Aiuto!


Innanzitutto non permettere a te stesso di danneggiare la tua immagine durante il colloquio per colpa di una frase infelice pronunciata senza pensare.


Quindi, per cominciare, pensa positivo, fai un bel respiro e leggi nel seguito il nostro vademecum: siamo qui per darti una mano!


Ecco i 6 consigli su come affrontare al meglio il primo colloquio di lavoro.


Vestirsi in maniera opportuna

L’outfit che decidiamo di indossare sarà il nostro biglietto da visita. Lo scopo non è quello di colpire con il nostro abbigliamento, ma, quest’ultimo, deve aiutarci a dare una buona impressione e apparire come delle persone serie e professionali.

Non fashion victim, ma, persone rispettose del luogo in cui si sta e del “papabile” collega che sta svolgendo il suo lavoro.


Essere puntuali

Vietate frasi come “Scusate il ritardo” e “Quanto ci vorrà? Ho un altro appuntamento più tardi”. Non puoi essere in ritardo per un colloquio di lavoro, ma evita anche di essere troppo in anticipo, (massimo un quarto d’ora) e non dimostrare mai fretta per qualcosa che interessa soprattutto te. Devi far capire di saper gestire il tuo tempo.


Parlare di stage, servizi di volontariato e lavori passati e non di ferie e soldi

Per fare una buona impressione sul selezionatore occorre dimostrare di essere delle persone molto attive: dunque conviene parlare di tutto ciò che andrà anche a far intendere quanta esperienza abbiamo sul campo lavorativo. Mentre frasi come: “Quante ferie ho a disposizione? Tra due settimane ho già una vacanza prenotata” fanno pensare “Non sei ancora stato assunto e già stai programmando le tue assenze?”. Similare è il discorso per quanto riguarda il salario: “Quant’è lo stipendio?” o “Spero di percepire più di quanto prendo ora”. Queste sono frasi di cui è normale preoccuparsene, ma, premature in un primo incontro conoscitivo con l’azienda.


Dimostrarsi flessibili e versatili

Lavorare per una compagnia, a volte, potrebbe voler significare essere disponibili, e all’altezza, di andare oltre il ruolo che siamo stati assunti per ricoprire. Perciò, molto apprezzati sono quei candidati che dimostrano di possedere un buon spirito di adattamento: la domanda “Preferisci lavorare in team o da solo?” a volte è una domanda a trabocchetto, bisogna conoscere ciò che è richiesto dalla posizione per cui si concorre.

Inoltre, ricorda “Less is better”: “Lavoro troppo” è un’altra frase da evitare; se pensi di impressionare il selezionatore descrivendoti come uno stacanovista senza difetti, sappi che potresti ottenere il risultato contrario.

Infine, “Ho bisogno di questo lavoro, farò qualsiasi cosa per averlo!”. L’ultima cosa da fare per ottenere il lavoro è apparire disperato.


Dimostrare interesse e rispetto per l’azienda

Se hai tutte le carte in regola perché il posto di lavoro non è stato assegnato a te? L’assenza di motivazione potrebbe letteralmente uccidere la candidatura.

Dunque, alla domanda “Domande?” mai rispondere “No”: prima di presentarti al colloquio, documentati sull’azienda e preparati qualche domanda da fare; organizzazione interna e politica aziendale sono due ottimi esempi da tirare in ballo. Chi non fa domande si dimostra distaccato e poco interessato ad entrare nella nuova realtà che si trova di fronte.

Infine, affermazione del tipo “Odio il mio lavoro e detesto il mio attuale capo” può indurre il selezionatore ad immaginare che, in caso di tua assunzione, facilmente parlerai male del tuo nuovo responsabile in azienda. Devi cercare di essere quanto più positivo possibile e non far trapelare sentimenti così personali durante il colloquio, soprattutto nei confronti del tuo vecchio datore di lavoro.


"Perché vuoi quel lavoro?”

Assolutamente non rispondere “Perché me l’ha consigliato mia madre (o un amico)”: questo è uno di quei casi in cui la sincerità non paga affatto. Occorre preparare in anticipo una risposta adeguata - sincera, ma formale - ad una delle più comuni domande da colloquio. Sono premiate la serietà, l’impegno e la creatività, ma anche la maturità e l’autonoma capacità decisionale.


Spero di averti aiutato a sciogliere dei nodi. Hai altre domande sul tema?


Nel frattempo non mi resta che augurarti buona fortuna per il tuo prossimo colloquio!


Cecilia, Staff UIS




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