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STARTUP

di Cecilia Pisanti e Mario Romano

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Che cos’è una startup? 

È una domanda che al giorno d’oggi sta diventando sempre più frequente. Cominciamo col dare la definizione classica, più comune: “una startup è un’azienda innovativa con meno di 100 dipendenti”; 

.... ma ben si sa che la startup non è necessariamente un’azienda e allora cercheremo nel seguito di rispondere ad alcune domande:

 

1)Quali sono le condizioni affinché si possa definire startup
I requisiti che una startup deve avere per essere tale sono: 
1.    Deve essere un’attività imprenditoriale, non necessariamente un’azienda;
2.    Deve essere innovativa, sotto il modello di prodotto e business;  
3.    Deve essere scalabile:la scalabilità è quella qualità che permette alla tua startup di crescere più velocemente ad un ritmo non lineare con le capacità del modello.
Se non sono tutte verificate, non si può parlare di startup.
Come ben si può immaginare l’università è l’incubatore primario di idee innovative. Inoltre avviare un’attività imprenditoriale da un’idea innovativa, quindi il conseguente legame università – mondo del lavoro è uno dei focus principali  di UIS.


2) Quale è il mercato di riferimento di una startup?
Una startup può lavorare in mercati già esistenti o crearsene uno di nicchia. La creazione di un mercato di nicchia è fondamentale per lo sviluppo della startup. Un mercato già esistente è possibile renderlo di nicchia partendo dallo stesso, mediante l’innovazione. Un’idea innovativa permette di diminuire o addirittura sovrastare gli altri competitor e ricreare per la startup il suo nuovo mercato, e considerando che quest’ultimo è di nicchia ci saranno pochi o nessun competitor e questo di per se spiana la strada verso il successo, sempre se si è bravi ad investire in quello che si sta facendo senza adagiarsi sugli allori
 

3) Qual è la normativa di riferimento?
Con l’introduzione del decreto-legge 179/2012, ed in particolare la Sezione IX “Misure per la nascita e lo sviluppo di imprese startup innovative”, l’Italia si è dotata di una normativa a favore della nascita e crescita delle nuove imprese ad alto livello tecnologico. Queste sono dotate di agevolazioni fiscali, facilitazioni nell’accesso al credito e al capitale di rischio.
Ai sensi dell’art.25 del Decreto-Legge 179/2012 possono considerarsi startup innovative le società in possesso dei seguenti requisiti:
•    nuova costruzione o costituita da non più di 60 mesi;
•    sede principale in Italia;
•    a partire dal secondo anno di attività, il bilancio non deve essere superiore ai 5 milioni di euro;
•    non distribuisca o non abbia distribuito utili;
•    l’oggetto sociale è lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
•    non è stata costituita per fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o ramo di azienda;
L’impresa inoltre dovrà essere in possesso di almeno uno dei tre criteri seguenti:
•    le spese di ricerca e sviluppo devono essere uguali o superiori al 15% del maggiore costo e valore totale della produzione della startup;
•    deve impiegare come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati;
•    deve essere titolare o depostaria o licenziataria di almeno una privativa industriale (brevetto registrato) oppure titolare di programma per elaboratore originario registrato;
 

4) Negli anni sono nate startup famose?
Negli anni sono nate startup famosissime che sono poi diventati dei colossi:
1.    Facebook: essa era nata come piattaforma progettata essenzialmente per studenti, diventando poi uno dei social più influenti, imponendosi su un mercato che era nato da poco e prendendone rapidamente il controllo; la sua scalabilità era altissima e ha permesso di fatturare in maniera esponenziale con il tempo.
2.    Whatsapp: un altro che si è inserito in un mercato esistente ma che da subito è stata innovativo sul mezzo di comunicazione e la sua scalabilità è stata di alto rilievo. Quest’ultima infine è stata ceduta a Facebook.
Ovviamente anche nell’ambito dell’Università degli studi di Salerno sono nate startup.
Questo argomento, essendo di ampio respiro, ci piacerebbe ampiarlo con domande vostre specifiche.
In tal caso speriamo di esservi d’aiuto. 

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